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Neolithic excavations at Penitenzeria 2000-2003/ scavi neolitici a Penitenzeria 2000-2003
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Penitenzeria is located on a small terrace just above the cliffs which encircle the Umbro plateau, 200 metres west of the Neolithic site at Umbro. The terrace is bounded by rocky cliffs on three sides, and a settlement there could never have been more than about 40 metres by 40 metres. It was excavated from 2000 through 2003; about 50 square metres were excavated in one area excavation (Trench 4) supplemented by seven small exploratory trenches. The excavations at Penitenzeria revealed a thin stratum of Bronze Age pottery, all fragmented and eroded; these materials look contemporary with the Umbro Bronze Age site and may represent slopewash from there. Below this was a thin distribution of Diana pottery. The most substantial occupation, however, occurred in the Stentinello period. This was evident in a thick midden level of dark, rocky sediments with abundant Neolithic materials. As at Umbro, fauna and flora were poorly preserved but suggested a typical Neolithic economy. Stone tools included polished stone axes and flaked lithics, again more than 90% of the latter were made of imported obsidian. The range of pottery included undecorated wares, impressed wares, and Stentinello wares. (For images of the finds, see here). A wide range of clays was utilised for pottery, which was made on-site. The ornate Stentinello wares included different range of decorative syntaxes than was found at Umbro, which may suggest micro-stylistic development between the two almost-adjacent sites as Umbro was used one or several centuries before Penitenzeria. The Neolithic occupation at Penitenzeria was dated by radiocarbon dates at the top and base of the midden level to the second half of the 6th millennium BC, between 5500 and 5000 BC. The site was occupied for between 100 and 400 years, during which up to a metre of midden was deposited, a striking intensity of deposition which suggests a well-inhabited site. No structures were excavated; however, daub fragments with stick and reed impressions were common, suggesting that the site contained wattle-and-daub houses. The small area of the site available for building suggests, however, that only a few houses could have existed there at any point in time. In contrast to Umbro, Penitenzeria thus appears to be a small cluster of a few huts occupied quite intensely for a relatively short span of a few generations. Il
sito di
Penitenzeria sorge su un piccolo terrazzo posto subito al di sopra
delle rupi
che circondano il pianoro di Umbro, 200 metri a ovest del sito
neolitico. Il
terrazzo è racchiuso su tre lati da ripide scarpate e la superficie
utile
all’insediamento umano non doveva superare m 40x40 circa. Il sito di
Penitenzeria è stato indagato tra il 2000 e il 2003. Lo scavo comprende
un
saggio principale di 50 m2 (Saggio 4), cui si sono
affiancate sette
piccole trincee esplorative. Le indagini
archeologiche hanno rivelato la presenza di un sottile strato con
ceramica
dell’Età del Bronzo, in massima parte frammentata ed erosa. Questi
reperti
sembrano essere contemporanei a quelli rinvenuti nel sito dell’Età del
Bronzo
di Umbro, e si può forse interpretarli come materiale scivolato da quel
punto e
dunque in giacitura secondaria. Sotto questo strato vi era un sottile
livello
con ceramica nello stile di Diana. Il periodo principale di occupazione
del
sito è da attribuirsi alla fase di Stentinello. L’evidenza archeologica
relativa a questa fase consiste in uno spesso strato di frequentazione
con
sedimenti scuri e ricchi di pietre miste ad abbondante materiale
neolitico.
Come ad Umbro, i reperti faunistici e botanici sono assai mal
conservati, ma
sono tuttavia sufficienti a indicare un regime economico tipicamente
neolitico.
Gli utensili in pietra comprendono asce in pietra levigata e industria
litica
scheggiata, i cui supporti consistono per più del 90% in ossidiana
d’importazione. Le ceramiche comprendono recipienti non decorati, vasi
decorati
e ceramica tipo Stentinello (Clicca qui per le immagini dei reperti). Sorprendentemente, la
sintasse decorativa della ceramica tipo Stentinello è diversa
di
quella messa in luce ad Umbro, forse per una micro-evoluzione stilistica in questi siti molti vicini ma separati da 1-4 secoli. Datazioni
radiometriche effettuate su campioni prelevati alla base e al tetto
dello
strato di frequentazione hanno permesso di ascrivere l’occupazione
neolitica di
Penitenzeria alla seconda metà del VI millennio a.C., tra il 5500 e il
5000
circa in cronologia calibrata. Il sito è stato occupato per un periodo
compreso
tra 100 e 400 anni, durante i quali si è depositato un livello di
frequentazione dello spessore di un metro. Un spessore di questa entità
indica
un’intensità di deposizione insolitamente alta, e suggerisce che la
frequentazione antropica fu continua e intensiva. Non sono state
rinvenute
strutture in situ. Tuttavia, sono
stati raccolti numerosi frammenti di argilla concotta con impressioni
di rami e
canne palustri, prova sicura che sorgevano abitazioni in materiale
deperibile.
Dal momento che lo spazio utile ad erigere abitazioni era assai
limitato, il
villaggio doveva essere composto da poche case soltanto. Diversamente
da Umbro,
Penitenzeria può essere interpretato come un piccolo nucleo di poche
capanne
occupate intensivamente per un lasso di tempo relativamente breve,
certamente
non superiore ad alcune generazioni. |
Penitenzeria, general view of site / Penitenzeria, veduta generale del sito
Penitenzeria, Trench 4 during excavation / Penitenzeria, trincea 4 in corso di scavo
Penitenzeria, Trench 4 section; note thick dark, rocky Neolithic midden in lower half of section / Penitenzeria, trincea 4, sezione stratigrafica; si nota lo strato antropogenico di rifiuti neolitici nella metà inferiore |
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