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Analisi TerritorialeNel 1997, si è fatta un'indagine preliminare su un'area di oltre 25 kmq intorno a centro urbano di Troina al fine di valutare le potenzialità della zona. Dai risultati di questo studio preliminare è emerso che il primo insediamento umano stabile di questo territorio risale al IV - III millennio a.C. Il sito "Casa Sollima" è stato scoperto esaminando un nuovo canale di scolo delle acque che era stato scavato sul terreno circa sei anni prima. Nel 1998, l'indagine è continuata estendendosi alla zona circostante la "Casa Sollima" e lo studio archeologico del sito dell'Età del Rame su un'area più piccola. Ciò ha messo in luce una parte delle mura di cinta ed un miscuglio di ceramiche, di manufatti di pietra e depositi sepolti. Nel 1999, il campo d'indagine fu esteso e il carattere domestico del sito "Casa Sollima" divenne più chiaro con i pozzi, i muri e le buche per i pali (post holes). L'elemento indagine del Progetto Troina continuò nel mese di settembre del 2000, per quattro di settimane, con un attento lavoro sul campo ed uno studio del materiale archeologico. Gli scopi principale erano la continuazione di continuare un programma di ricerca archeologica sul campo e di promuovere altre indagini sui siti archeologici scoperti negli anni precedenti utilizzando una serie di sondaggi geofisici e microtopografici completata con saggi geoarcheologici. Il materiale archeologico raccolto durante l'indagine sul campo svolta nelle tre precedenti estati era anche analizzato al fine di stabilire la cronologia dei siti all'interno dell'area sotto osservazione. Il progetto fu promosso da un gruppo di archeologi europei: Gianna Ayala (supervisore dell'indagine sul campo), Matthew Fitzjohn (direttore dell'indagine), Steven Ashley (consulente), dott. Maurizio Forte (esperto in analisi micro-topografica); Nick Whitehead e Gianna Ayala (analisti del materiale). Il gruppo di ricerca comprendeva membri provenienti dalle Università di Cambridge, Oxford, Atene e La Sapienza di Roma. Dando seguito alla stagione d'indagine dell'ultimo anno, che aveva avuto al centro il Fiume Sotto Troina, fu studiata un campione continuo della parte sud della valle. L'intensiva indagine sul campo su una zona di 7 kmq, che ricade all'interno di un'area che non era stata studiata precedentemente, completava non solo il lavoro sul campo dell'anno prima ma realizzava soprattutto l'obiettivo principale della ricerca. Il breve periodo di ricerca poteva dare risultati incalcolabili per il progetto, consentendo una più completa comprensione delle attività svolte nell'ambito del territorio durante il corso della storia. Un certo numero di siti diversi, che vanno dalla preistoria alla storia recente, sono stati registrati. Sedici siti di diversa grandezza sono già stati identificati con chiarezza. Le indagini geofisiche e micro-topografiche sono state effettuate su due dei siti preistorici scoperti durante l'indagine sul campo condotta nel 1999. I siti furono ritenuti promettenti per il ritrovamento di artefatti che delimitavano il concentramento e la possibile localizzazione intuita delle strutture. Per valutare la validità dei risultati, fu impiegato un magnetometro gradiometrico per le misurazioni continue sotto la superficie del terreno. Il risultati preliminari indicano l'ubicazione di due strutture su un sito e una possibile struttura meno bene conservata nell'altro sito. Tuttavia, le ulteriori analisi ed elaborazioni dei dati definiranno meglio l'ubicazione e la disposizione delle strutture. Un'indagine micro-topografica, eseguita con l'uso di una stazione totale, ha prodotto una mappa dettagliata di entrambi i siti , che completerà i dati ottenuti con l'esame geofisico. C'è una diretta corrispondenza nelle prove di entrambe le indagini e la sovrapposizione degli attuali profili del terreno con le strutture sotto la superficie, che suggerisce la possibile conservazione di strutture in entrambi i siti. Questo è uno degli unici esempi di integrazione di queste tecnologie negli studi preistorici in Italia e segnerà una nuova era nelle indagini non distruttive sui muri a secco delle fondamenta preistoriche. Per completare l'indagine su questi due siti, furono trivellati entrambi per identificare sia la posizione sia l'ampiezza dei depositi archeologici . In questo modo, i risultati di entrambe le indagini furono verificati e l'informazione relativa alla profondità dei depositi è stata acquisita. I camponi di questi depositi sono stati prelevati per delle analisi micromorfologiche per caratterrizzarli e inserirli all'interno della più ampia ricerca archeologica sulla valle. |
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